Lun - Ven : 09:30 - 18:30
info@cofive.it
02 99.99.00.00

Anatocismo, una pioggia di diffide da parte dei Tribunali: banche sotto accusa!

Numerose banche, in particolare in Piemonte, sottoposte ad azione cautelare per anatocismo nei conti correnti. Ecco cosa dovete fare qualora vi accorgiate di esserne coinvolti anche voi.

La pratica dell’anatocismo continua a comparire nelle cronache, nonostante le sentenze degli ultimi mesi abbiano ribadito che essa è vietata dal 1 gennaio 2014. È, infatti, di pochi giorni fa l’ordinanza del Tribunale di Milano che ha vietato a Intesa Sanpaolo qualsiasi pratica anatocistica in tutti i contratti di conto corrente. Il dispositivo dell’ordinanza, inoltre, dovrà essere pubblicato sulla home page del sito dell’istituto di credito, e comunicato ai clienti con le stesse modalità di invio degli estratti conto.

Ma Intesa Sanpaolo non è di certo l’unica banca finita sotto la lente d’ingrandimeto dei Tribunali di Milano e del Piemonte: il primo ha vietato a Banca Regionale Europea di continuare ad applicare la pratica anatocistica, mentre il secondo si è espresso negli stessi termini nei confronti di ING Bank, BPM e Deutsche Bank. Inoltre, altre azioni sono in corso contro Banca del Piemonte, Banca d’Alba e Banca Sella da parte dei Tribunali di Biella, Cuneo, Torino e Asti. Insomma, le banche richiamate all’ordine non potranno più capitalizzare gli interessi passivi, e ci si augura che presto anche gli altri istituti interessati vengano ammoniti.

D’altra parte, i presupposti lasciano ben sperare in tal senso, dal momento che l’art. 120 del TUB vieta espressamente l’anatocismo, e che, nonostante ancora manchi la relativa delibera del CICR (che, peraltro, può stabilire solo le modalità d’applicazione e conteggio degli interessi), le sentenze degli ultimi mesi indicano chiaramente che il divieto dev’essere considerato come effettivo a partire dal gennaio 2014.

L’ordinanza del Tribunale di Milano infatti recita testualmente: “Non è corretto da parte della Banca convenuta l’aver predisposto, utilizzato ed applicato clausole anatocistice passive nei conti correnti dei consumatori a partire dal 1/1/2014”. La sentenza ha confermato che il divieto di anatocismo è in vigore dal 1 gennaio 2014, e che tale divieto non comporta profili di illegittimità con il diritto europeo: la censura di tale pratica gravosa, al contrario, dovrebbe agevolare l’ingresso delle banche estere nel nostro mercato.

Cosa fare in caso di anatocismo? Più volte, nel corso degli ultimi mesi, le banche condannate sono state invitate ad attivare le procedure di conciliazione nei confronti dei correntisti che hanno subito la pratica anatocistica, allo scopo di giungere alla restituzione delle somme percepite indebitamente. Si tratta del primo passo che il cliente può compiere per riavere indietro ciò che gli spetta. Tuttavia, per procedere al tentativo di conciliazione, è necessaria l’assistenza di un legale.

Nel caso, poi, che le banche non rispondano al tentativo di conciliazione, l’avvocato potrà prcedere conun’azione legale nei confronti della banca; inoltre, in presenza di diversi clienti interessati dal fenomeno, può avviare una class action per la tutela dei diritti dei correntisti.

Dott.ssa Marzia Muzi

© RIPRODUZIONE RISERVATA – Tratto da OLTREILDIRITTO.it